UNI/PdR 88:2020 - CAM Arredi e LEED

Come dimostrare il contenuto di riciclato e non perdere opportunità nei bandi pubblici

Dimostrare, con evidenze oggettive e verificabili, il contenuto di materiale riciclato presente nei propri prodotti sta diventando una richiesta che le imprese non possono più ignorare, soprattutto nel settore del legno/arredo ed nel settore dell’edilizia.

L’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli appalti pubblici ha trasformato la sostenibilità da elemento premiante a requisito spesso indispensabile per la partecipazione a bandi della pubblica amministrazione.

Per questo motivo la UNI/PdR 88:2020 è diventata uno degli strumenti indispensabili per dimostrare il contenuto di materiale riciclato, recuperato o derivante da sottoprodotti, presente nei prodotti destinati al mercato. (Fonte UNI: https://www.uni.com/verifica-del-contenuto-di-riciclato-recuperato-e-sottoprodotto-pubblicata-la-uni-pdr-88/)

La stessa UNI descrive la UNI/PdR 88:2020 come una prassi che definisce le modalità di verifica del contenuto di materiale riciclato, recuperato e/o sottoprodotto dichiarato da un’organizzazione per un proprio prodotto immesso sul mercato nazionale. Inoltre, UNI evidenzia come la prassi sia stata sviluppata proprio per supportare le esigenze di verifica richieste dai CAM.

Perché la UNI/PdR 88 interessa direttamente le aziende del settore legno-arredo

Se produci mobili, arredi su misura, pannelli, componenti d’arredo, serramenti, porte interne o altri prodotti destinati ad edifici pubblici, molto probabilmente i tuoi clienti stanno già ricevendo richieste di conformità legate ai CAM Arredi, ai CAM Edilizia oppure a specifici crediti presenti nel protocollo LEED.

Nei CAM ad esempio non è sufficiente affermare che un prodotto contiene materiale riciclato.

Occorre dimostrare:

  • l’origine delle materie prime
  • le percentuali effettive di riciclato
  • la distinzione tra materiale pre-consumo e post-consumo
  • la tracciabilità documentale lungo tutta la filiera
  • il metodo utilizzato per il calcolo delle percentuali dichiarate

La UNI/PdR 88:2020 nasce proprio per fornire un metodo verificabile e riconosciuto da organismi di certificazione indipendenti.

Cosa deve fare concretamente un’azienda

Quando si avvia un progetto per il calcolo del contenuto di riciclato secondo la UNI/PdR 88 presso un’azienda del settore legno-arredo, il primo aspetto che è necessario verificare non è tanto il tipo di prodotto ma la disponibilità delle informazioni sul prodotto.

La vera criticità, infatti, non è quasi mai la determinazione della presenza di materiale riciclato ma la capacità di dimostrare in modo oggettivo come è stata determinata questa presenza.

In genere il percorso richiede:

Mappatura delle materie prime

Occorre individuare tutti i componenti che concorrono alla composizione del prodotto:

  • pannelli truciolari
  • MDF
  • compensati
  • componenti metallici
  • imbottiture
  • materiali plastici
  • accessori

Per ciascuno è necessario raccogliere informazioni attendibili sul contenuto di riciclato dichiarato dal fornitore.

Verifica documentale della filiera

Ogni dichiarazione deve essere supportata da evidenze verificabili.

Spesso è necessario coinvolgere fornitori che non hanno mai affrontato questo tipo di richieste e che non dispongono della documentazione necessaria.

Definizione delle metodologie di calcolo

La UNI/PdR 88 richiede criteri precisi per determinare il contenuto di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto presente nel prodotto.

La corretta impostazione dei calcoli è fondamentale perché sarà oggetto di verifica da parte dell’organismo di certificazione.

Predisposizione delle procedure aziendali

L’azienda deve essere in grado di mantenere nel tempo le percentuali dichiarate e dimostrare la tracciabilità delle informazioni utilizzate.

Questo significa predisporre registrazioni, controlli e modalità operative che consentano di gestire eventuali variazioni dei fornitori o delle materie prime.

Le difficoltà che incontriamo più spesso nelle aziende del legno-arredo

Nella pratica, le problematiche più frequenti riguardano la gestione della filiera. Molti fornitori non sono preparati a fornire dati affidabili sul contenuto di riciclato.

Altre volte le informazioni esistono ma sono incomplete, non aggiornate oppure non supportate da evidenze sufficienti.

Un’altra criticità riguarda i prodotti composti da numerosi materiali differenti. In questi casi la raccolta delle informazioni può diventare complessa e richiedere il coinvolgimento di diversi uffici aziendali: acquisti, qualità, ufficio tecnico e produzione.

Infine esiste il rischio di investire tempo e risorse nella raccolta dei dati per poi scoprire che il metodo di calcolo utilizzato non è conforme alle aspettative dell’organismo di certificazione.

Perché il “fai da te” è rischioso

Molte aziende pensano inizialmente di poter gestire autonomamente il percorso. In teoria è possibile.

In pratica, però, la maggior parte delle difficoltà emerge proprio nella fase di interpretazione dei requisiti, raccolta delle evidenze e organizzazione della documentazione.

Il vantaggio di affidarsi ad una società di consulenza esperta consiste nel ridurre drasticamente tempi, errori e costi nascosti.

Un supporto specialistico consente di:

  • individuare rapidamente i prodotti certificabili
  • definire correttamente il perimetro della certificazione
  • predisporre la documentazione richiesta dagli auditor
  • coinvolgere in modo efficace i fornitori
  • evitare contestazioni durante la verifica
  • integrare la UNI/PdR 88 con altri schemi già presenti in azienda come FSC®, PEFC, ISO 14001, EPD o CAM Arredi

Questo permette all’azienda di concentrarsi sul proprio business lasciando la gestione tecnica del progetto a professionisti che conoscono già le criticità tipiche del settore.

UNI/PdR 88: un investimento che apre nuove opportunità commerciali

Oggi la UNI/PdR 88:2020 non rappresenta soltanto uno strumento di conformità.

Per molte aziende del legno-arredo è diventata una leva commerciale che facilita l’accesso a gare pubbliche, progetti CAM, edifici certificati LEED e BREEAM e più in generale ai mercati che richiedono evidenze concrete di sostenibilità.

Chi si muove per tempo riesce a trasformare un obbligo documentale in un vantaggio competitivo.

Chi aspetta la richiesta del cliente, invece, rischia di trovarsi impreparato proprio nel momento in cui l’opportunità commerciale si presenta.

Se la tua azienda produce componenti, mobili o materiali destinati al settore contract, edilizia o arredo pubblico, il momento giusto per verificare la conformità alla UNI/PdR 88:2020 è prima dell’uscita della prossima gara, non dopo.

Se anche tu stai per partecipare ad un bando e vuoi aumentare il tuo punteggio con l’acquisto di crediti certificati, allora non esitare a contattarci al numero 049/9003612 o scriverci.