Criteri Ambientali Minimi (CAM) - Certificazione o Requisito

I Criteri Ambientali Minimi sono interessanti per le aziende italiane perché, per gli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (GPP – Green Public Procurement), sono diventati obbligatori con l’art. 34 del Dlgs 50/2016 “Codice degli appalti”, che prevede l’adozione dei “Criteri Ambientali Minimi – CAM”, fissando nuovi riferimenti non solo per l’edilizia, ma anche per tanti altri prodotti, tra cui l’acquisto di arredi e prodotti tessili.

L’ 11/01/2017 è stato poi pubblicato un decreto ministeriale (Adozione dei criteri ambientali minimi) che ha stabilito che le amministrazioni devono far riferimento ai CAM nella stesura dei documenti di gara e devono anche indicare il maggior punteggio da assegnare alle offerte che presentano un minor impatto sulla salute e sull’ambiente.

Le aziende italiane che soddisfano i criteri di sostenibilità richiesti dai requisiti dei CAM possono accedere agli appalti indetti dalla pubblica amministrazione.


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Gli step del nostro intervento

Effettuiamo analisi sulle prestazioni ambientali di un prodotto e forniamo assistenza tecnica nella compilazione della documentazione a supporto della dimostrazione delle conformità legate ai CAM.

Durante l’attività, in accordo con l’Azienda, potranno essere previste anche azioni di supporto alle verifiche interne (asseverazioni) da parte di Enti di Certificazione accreditati (es. 14021).


Da oltre 12 anni siamo specializzati in soluzioni per la conformità di prodotti e processi per quanto riguarda la valutazione delle loro prestazioni ambientali

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Le domande piu’ frequenti

Cos’è il GPP (Green Public Procurement)

Sono i cd “acquisti verdi” da parte della Pubblica Amministrazione. Nello specifico, accogliendo l’indicazione contenuta nella Comunicazione della Commissione europea “Politica integrata dei prodotti, sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale” (COM(2003) 302), e in ottemperanza del comma 1126, articolo 1, della legge 296/2006 (legge finanziaria 2007), il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha elaborato, attraverso un ampio processo di consultazione con enti locali e parti interessate e con la collaborazione degli altri Ministeri Competenti (Economia e Finanze e Sviluppo Economico) e degli enti e strutture tecniche di supporto (CONSIP, ENEA, ISPRA, ARPA), il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” (di seguito PAN GPP). Il Piano, adottato con il Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell’8 maggio 2008), ha l’obiettivo di massimizzare la diffusione del GPP presso gli enti pubblici in modo da farne dispiegare in pieno le sue potenzialità in termini di miglioramento ambientale, economico ed industriale. Tale Piano, come previsto dallo stesso, è stato aggiornato con Decreto 10 aprile 2013 (G.U. n. 102 del 3 maggio 2013).

Il PAN GPP fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement, definisce degli obiettivi nazionali, identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, su cui definire i ‘Criteri Ambientali Minimi’ (CAM).

In altre parole, il Green Public Procurement consiste nell’inserimento di criteri di qualificazione ambientale nella domanda che le Pubbliche Amministrazioni esprimono in sede di acquisto di beni e servizi finalizzata da un lato a diminuire il loro impatto ambientale, dall’altro possono esercitare un “effetto traino” sul mercato dei prodotti con caratteristiche di sostenibilità.

Quali settori merceologici sono coinvolti nei CAM?

Il PAN GPP, prevede che le categorie merceologiche coinvolte nei CAM siano le seguenti:

arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici, arredi per sale archiviazione e sale lettura) edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione, costruzione e manutenzione delle strade) gestione dei rifiuti servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano) servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa) elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione) prodotti tessili e calzature cancelleria (carta e materiali di consumo), ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti), servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l’igiene), trasporti (mezzi e servizi di trasporto, Sistemi di mobilità sostenibile, ecc. In particolare il DM 11/01/17 stabilisce che sono adottati ambientali minimi per la:

  • Fornitura e il servizio di noleggio di arredi per interni,
  • Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici;
  • Forniture di prodotti tessili.

I CAM sono obbligatori?

Lo sono per quelle aziende rientranti nelle categorie merceologiche previste dai vari DM (come ad esempio quello del 11/01/17) che partecipano a gare di appalto, nelle modalità esplicitate dalle gare d’appalto stesse, che identificano i criteri a cui fare riferimento.

Quali sono ad esempio i requisiti e le caratteristiche che devono avere i materiali?

In edilizia, ad esempio, alcuni dei criteri riguardano le seguenti caratteristiche:

l’uso di materia recuperata o riciclata; l’assenza di sostanze dannose per l’ozono, ad alto potenziale di riscaldamento globale; i componenti edilizi devono essere sottoposti a demolizione selettiva ed essere riciclabili o riutilizzabili, a fine vita (es. introducendo la metodologia LCA) almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi generati durante la demolizione e rimozione degli edifici deve essere avviato a operazioni per essere riutilizzato, recuperato o riciclato (esclusi gli scavi)

A livello di sistemi di gestione, è poi premiante essere in possesso di certificazioni ambientali quali FSC, PEFC, ISO 14001, EMAS, ecc. e tutta un serie di prove di laboratorio che rispondano in primis al Regolamento REACH sulle sostanze chimiche.

Se i CAM non sono una certificazione, perché mi vengono richiesti dal mio committente?

I CAM non sono una certificazione, ma dei requisiti che sono inseriti nelle gare d’appalto, che devono essere soddisfatti da chi vi partecipa per poter aggiudicarsi la commessa.

Sono previsti controlli?

A livello di gare d’appalto, per consentire il monitoraggio degli appalti pubblici verdi, le stazioni appaltanti devono comunicare ad ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione), nel rispetto delle modalità previste, i dati sui propri acquisti fatti conformemente ai Criteri ambientali Minimi (CAM).

Rispetto ai singoli criteri, i CAM prevedono a loro volta certificazioni e prove di laboratorio come documentazione per la verifica della rispondenza degli stessi da parte della stazione appaltante.

Questi criteri in quali Paesi sono riconosciuti?

Essendo una legge italiana, i CAM sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale, solo in Italia.

In ogni caso, la loro formulazione è diretta conseguenza di una Direttiva Europea, che tutti i paesi membri devono recepire, e definiti a partire da un toolkit comune a tutti i Paesi membri. Ogni Paese membro, quindi, definisce i Criteri Ambientali Minimi a partire dal toolkit comune e lo adatta alla realtà della propria nazione.

Molti requisiti, come ad esempio le emissioni di sostanze volatili organiche, l’analisi del ciclo di vita, il contenuto di riciclato, la ISO 14001, ecc., sono previsti da Direttive Europee o protocolli di green building internazionali quali ad esempio il sistema di rating LEED®.

Se ho usato materiali ecologici posso mettere la dicitura CAM sul prodotto?

No, i CAM non sono una certificazione, né di prodotto né aziendale. Sono delle prescrizioni legislative alle quali le aziende si devono attenere nel partecipare ad una gara d’appalto e/o fornitura relativa.

Posso utilizzare prodotti non salubri in presenza di questi requisiti?

Dipende cosa s’intende per prodotto salubre. Tra questi requisiti il concetto di ‘salubrità’ è stato formalizzato in alcuni criteri, pertanto i prodotti che non rispondono a questi criteri non possono partecipare alle gare che li richiedono.

Le normative ambientali sono diverse ad esempio tra Europa e Stati Uniti?

I criteri fanno riferimento a specifiche normative, in alcuni casi sono citate come alternative ammissibili normative europee e americane per attestare specifici criteri.

Quali sono le principali differenze tra i CAM e altre normative ambientali?

I CAM sono requisiti di legge per quanto riguarda gli appalti. Le normative ambientali invece sono quelle stabilite dalla legislazione vigente a cui tutte le aziende si devono attenere. In alcuni criteri CAM si fa riferimento a determinate normative ambientali. 

Costruisco manufatti ecologici e per ogni commessa il mio prodotto è diverso, come posso fare?

Dipende cosa s’intende per “ecologico”. In ogni caso, i CAM riguardano le commesse effettuate presso le stazioni appaltanti.

Come avviene in pratica la certificazione?

I CAM non sono una certificazione. Se la fornitura non risponde ai requisiti previsti, l’azienda semplicemente non si aggiudica la gara: il non rispetto dei CAM, infatti, in quanto obbligatori dal Codice degli Appalti, è possibile causa di esclusione dalla gara.


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