Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD - Come certificarsi

Cosa ti offriamo?

Quanto impattano sull’ambiente il cibo che mangiamo, i prodotti di cosmesi che utilizziamo, la piastrella che scegliamo per il bagno di casa o la stoffa dei nostri vestiti?

Come si fa a valutare il ciclo di vita di un prodotto, dall’estrazione della materia prima al suo smaltimento/recupero passando per la vendita al consumatore?

Con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD, è possibile rispondere a queste domande e avere uno strumento che consente la conoscenza delle prestazioni ambientali e contribuire così alla salvaguardia dell’ecosistema.

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Gli step del nostro intervento

L’EPD ha come base l’LCA, la metodologia che valuta quali impatti ha un prodotto o servizio con l’ambiente, considerando il suo intero ciclo di vita.

Per implementare uno studio di LCA prendiamo in considerazione le fasi di pre-produzione (quindi anche estrazione e produzione dei materiali), produzione, distribuzione, uso (quindi anche riuso e manutenzione), riciclaggio e dismissione finale. Con il termine “ambiente” s’intendono gli impatti sulla salute umana, la qualità dell’ecosistema e dell’impoverimento delle risorse, considerando anche quelli di carattere economico e sociale.

Per assegnare un EPD è necessario poi che siano definite le PCR (Product Category Rules), sulla base delle quali possa poi essere sviluppato un LCA e quindi l’intervento di un Ente di Controllo indipendente che certifichi tale lavoro.

Solo a seguito di una verifica della correttezza e della congruità dei dati e dei processi, l’EPD viene poi pubblicata nel/i registro/i del Program Operator prescelto (es. Environdec, EPD Italy, ecc.), a disposizione del mercato nazionale ed estero in maniera trasparente e verificata.


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Lo studio di LCA è la base tecnica per il calcolo dell’EPD. Un esperto è a tua disposizione per capire cos’è la certificazione e come potrà trarne il miglior vantaggio la tua azienda.

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Le domande piu’ frequenti

L’EPD è obbligatoria?

No, è volontaria, anche se in determinati mercati lo è di fatto a livello commerciale. Si pensi ad esempio a quelle aziende che operano in subfornitura rispetto a grossi committenti (es. GdO, multinazionali, ecc.), o quelle che lavorano con la pubblica amministrazione (es. CAM: Criteri Ambientali Minimi) o in determinati settori (es. edilizia: Direttiva Materiali da Costruzione) o filiere (legno-arredo/edilizia: protocolli di green building quali il LEED®, agroalimentare), ecc.

Se l’EPD non è obbligatorio, perché mi viene richiesta dal mio committente?

Perché vuole essere garantito sul fatto che l’organizzazione conosca e riduca gli impatti ambientali dei propri prodotti/processi.

L’EPD in quali Paesi vale?

Lo schema di certificazione EPD va sviluppato nel rispetto delle norme ISO 14025 (etichette e dichiarazioni ambientali di Tipo III) e ISO 14040 – ISO14044 (LCA)

Se ho usato materiali ecologici posso mettere la dicitura EPD sul prodotto?

Innanzitutto si deve chiarire cosa si intende per ‘ecologico’, ossia dare precisi riferimenti (caratteristiche documentate e verificate rispetto a degli standard riconosciuti) rispetto alle caratteristiche di sostenibilità che lo renderebbero tale. L’EPD è in ogni caso una certificazione di prodotto, quindi è possibile indicarla sul manufatto.

Posso utilizzare prodotti non ecologici in presenza di questa certificazione?

Nell’ambito della certificazione si esplicitano gli impatti della produzione e pertanto ogni prodotto è valutato secondo questi parametri. In ogni caso, è fatto salvo che un manufatto debba essere conforme alla legislazione vigente, ad esempio con la direttiva REACH.

Le normative ambientali sono diverse ad esempio tra Europa e Stati Uniti?

Se parliamo di normative, sì, di EPD no. Questa vale in tutto il mondo.

Quali sono le principali differenze tra l’EPD e altre normative ambientali?

L’EPD è una certificazione di prodotto, le normative invece sono quelle stabilite dalla legislazione vigente.

Costruisco manufatti ecologici e per ogni commessa il mio prodotto è diverso, come posso fare?

Dipende cosa s’intende per “ecologico”. In questo caso si applicherà un EPD di processo anziché di prodotto il quale andrà a misurare gli impatti dell’organizzazione indipendentemente che sia una commessa o 100 commesse.

Come avviene in pratica la certificazione?

Dopo l’implementazione del sistema LCA, lo si sottopone alla certificazione da parte di un Ente accreditato da un Program Operator (es. Environdec, EPD Italy, ecc.).

Quali sono i vantaggi per i consumatori?

I vantaggi riguardano anche il cliente finale, che sceglie materiali e prodotti per la propria casa, per la famiglia o per il benessere personale. I consumatori oggi hanno la possibilità di effettuare delle scelte consapevoli, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Grazie all’EPD un consumatore può, infatti, conoscere le prestazioni ambientali convalidate da un Ente Terzo accreditato, dei prodotti che sta acquistando; può contribuire a salvaguardare l’ecosistema scegliendo prodotti e servizi che hanno minor impatto rispetto ad altri presenti sul mercato. E in caso di immobili o edifici la scelta di materiali i cui impatti sono certificati, può aumentare lo standard di qualità, e quindi il loro valore economico.

Quali sono i vantaggi per le aziende?

Ci sono motivazioni precise per cui le aziende scelgono una certificazione volontaria per i propri prodotti: in generale sta aumentando l’attenzione delle imprese ad operare in un’ottica di sostenibilità ambientale e contrastare il fenomeno del GreenWashing tramite l’ausilio di Organismi di Terza Parte indipendente che convalidano le informazioni comunicate. L’EPD consente infatti di comunicare in modo chiaro, trasparente ed oggettivo le prestazioni ambientali lungo tutta la filiera produttiva.

I produttori riconoscono l’EPD come uno strumento di marketing in grado di valorizzare i loro prodotti, favorendo il posizionamento sui mercati internazionali.

I vantaggi sono anche di tipo economico: l’EPD permette di ottimizzare i processi produttivi e ridurre i costi all’interno dell’azienda, monitorando il miglioramento nel tempo delle prestazioni ambientali dei prodotti o servizi. Vi è poi, non ultima, la possibilità di valorizzare il brand aziendale adottando una politica di trasparenza nei confronti degli stakeholders.

In sostanza, grazie all’EPD, un’Azienda è in grado di:

  • ottimizzare i processi produttivi e ridurre i costi all’interno dell’azienda, monitorando il miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti/servizi
  • comunicare in modo chiaro ed oggettivo le prestazioni ambientali relative ad un prodotto/servizio lungo tutta la filiera produttiva
  • valorizzare il brand aziendale adottando una politica di trasparenza nei confronti degli stakeholders

Quanto dura la certificazione EPD?

Dipende dal Program Operator: da 1 a 5 anni.


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